Partecipiamo a…rassegna cinematografica “Prostituzioni”

prostituzioni

19.04.2011
Martedì 19 aprile alle ore 17.30 ha inizio il secondo appuntamento della rassegna cinematrografica Prostituzioni. Cinema tra necessità, libertà e relazioni di genere organizzata dal gruppo femminile dell’Università di Siena Presenti, Differenti in collaborazione con Cinematrografico.labo e Comitato Pari Opportunità di Siena.

Terra Promessa (di Amos Gitai – 2004 – Israele/Francia)

Facoltà di Lettere e Filosofia  – Aula Cinema – Via Roma, 47 – Siena

Il film affronta la prostituzione come schiavitù  e penetra nella dolorosa attualità della tratta delle donne in Medioriente. Mandana Dahim, del gruppo Presenti,Differenti, introdurrà la proiezione attraverso le parole di Isoke Aikpitanyi  “Le ragazze di Benin City”.

La rassegna si è aperta il 5 aprile us presso l’Aula Cinema di Fieravecchia, con “Videocracy” (2009) di Erik Gandini,  in cui è evidente la strumentalizzazione del corpo delle donne e la sua mercificazione in quanto oggetto del desiderio maschile, e quindi l’alienazione di questo corpo in un sistema di potere patriarcale.

Il ciclo di proiezioni si concluderà martedì 10 Maggio presso la Corte dei Miracoli alle ore 21.00: attraverso “Working girls” (1986) di Lizzie Bordem e le parole dell’ospite Pia Covre, storica fondatrice del “Comitato per i diritti civili delle prostitute”, ed essa stessa sex worker, verrà messo a tema il legame tra prostituzione e diritto all’autodeterminazione.

Può infatti la prostituzione volontaria essere considerata una forma di emancipazione, di trasgressione di un sistema di scambio sesso-economico che ha la pretesa di “comprare” le donne, negando loro il diritto a gestire in forme autonome le condizioni di tale transazione? Sotto quali condizioni la prostituzione può costituire una libera scelta? Sotto quali condizioni costituisce invece solo apparentemente una scelta, che in realtà ripropone il modello in cui la donna è posta come oggetto nella relazione eterosessuale, modello alla base di un sistema patriarcale?

E infine: prostituirsi è un mestiere qualsiasi? Esiste una differenza tra le escort dei palazzi del potere e le lucciole di “basso bordo”? In che modo lo scambio di denaro agisce da parametro per distinguere ciò che è prostituzione da ciò che non lo è, così come da confine tra il dignitoso e l’indignitoso? L’individuazione di questo confine e il senso della parola “dignità” variano a seconda dell’appartenenza di genere? In che modo si articola il rapporto tra morale e corpo? Quanto c’è di moralistico nel negare la possibilità di considerare libera una sex-worker?

Parte della riflessione condotta sul tema della prostituzione durante la costruzione del percorso cinematografico  può essere seguita e commentata sul blog di Presenti, Differenti e sul blog di Lavoro Culturale.

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