partecipiamo a … rassegna cinematografica Prostituzioni

 10.05.2011
Martedì 10 maggio alle ore 21.30 ha inizio il terzo ed ultimo appuntamento della prima rassegna cinematrografica denominata : Prostituzioni. Cinema tra necessità, libertà e relazioni di genere, organizzata dal gruppo femminile dell’Università di Siena Presenti, Differenti in collaborazione con Cinematrografico.labo e Comitato Pari Opportunità di Siena.

“WORKING GIRLS” (Lizzie Borden, 1986,Stati Uniti)

Associazione Corte dei Miracoli- Centro Culture Contemporanee – via Roma 56 – Siena

Potremo poi confrontarci con il pensiero e le parole dell’ospite Pia Covre, storica fondatrice del “Comitato per i diritti civili delle prostitute”, ed essa stessa sex worker, sul legame tra prostituzione e diritto all’autodeterminazione.

Parte della riflessione condotta sul tema della prostituzione durante la costruzione del percorso cinematografico  può essere seguita e commentata sul blog di Presenti, Differenti e sul blog diLavoro Culturale.

Nel frattempo gettiamo il sasso nel lago e ci chiediamo: “Può la prostituzione volontaria essere considerata una forma di emancipazione, di trasgressione di un sistema di scambio sesso-economico che ha la pretesa di “comprare” le donne, negando loro il diritto a gestire in forme autonome le condizioni di tale transazione? Sotto quali condizioni la prostituzione può costituire una libera scelta? Sotto quali condizioni costituisce invece solo apparentemente una scelta, che in realtà ripropone il modello in cui la donna è posta come oggetto nella relazione eterosessuale, modello alla base di un sistema patriarcale?”

Ed infine: “Prostituirsi è un mestiere qualsiasi? Esiste una differenza tra le escort dei palazzi del potere e le lucciole di “basso bordo”? In che modo lo scambio di denaro agisce da parametro per distinguere ciò che è prostituzione da ciò che non lo è, così come da confine tra il dignitoso e l’indignitoso? L’individuazione di questo confine e il senso della parola “dignità” variano a seconda dell’appartenenza di genere? In che modo si articola il rapporto tra morale e corpo? Quanto c’è di moralistico nel negare la possibilità di considerare libera una sex-worker?”.

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